DETRAZIONI

Detraibilità


Per quanto riguarda i materassi che sono iscritti al nomenclatore come dispositivi medici classe 1 antidecubito è possibile fruire della detrazione del 19%, ma a determinate condizioni. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione numero 11 del 26 Gennaio 2007, ha infatti chiarito che le spese sostenute per l'acquisto di un materasso sanitario possono essere detratte a condizione che il materasso presenti caratteristiche tali da essere incluso nell'elenco di cui al D.M. numero 332 del 27 Agosto 1999, e sia pertanto "antidecubito". Per poter fruire della detrazione, il contribuente deve essere in possesso di prescrizione medica (consigliata n.d.r.); in alternativa, il contribuente, a richiesta degli Uffici dell'Agenzia delle Entrate, può produrre un'autocertificazione che attesti la necessità per la quale è stato acquistato il materasso.

Più specificatamente:

La qualifica di Dispositivi Medici di Classe 1 e la loro marcatura, permette a questi modelli di beneficiare della detrazione di imposta per spese sanitarie (art. 15 comma 1, lettera C del TUIR). Pertanto la spesa sostenuta per l'acquisto di tal prodotti, potrà essere detratta come spesa sanitaria per un ammontare pari al 19% (per la parte che supera la franchigia di euro 129,11 da applicarsi sull'ammontare complessivo di tutte le spese sanitarie sostenute) nella dichiarazione dei redditi che riguarda il periodo di imposta al quale si riferisce l'acquisto. Per usufruire di tale opportunità, è necessario fornire la seguente documentazione:

  • prescrizione su carta intestata del medico curante (e/o specialista) attestante la necessità dell'utilizzo dei prodotti sopra indicati.
  • fattura intestata al contribuente cui si riferisce la spesa.

 

Questa documentazione deve essere conservata con la dichiarazione dei redditi per almeno 5 anni. Va sottolineato che il presupposto per la detrazione delle spese sostenute, deve essere riconducibile ad una patologia comprovata dalla prescrizione medica e attestante la necessità per la quale la spesa si è resa necessaria.

 

Dalla circolare dell'agenzia delle entrate n.20 del 13 maggio 2011, non è più resa però necessaria la richiesta del medico.

 

"5.16 Dispositivi Medici D. Si chiede se sia possibile fruire della detrazione per le spese sanitarie sostenute e documentate da scontrini rilasciati dalla farmacia che riportino la dicitura “dispositivo medico” o l’abbreviazione “DM”. R. Per definire la nozione di dispositivi medici è stato acquisito il parere del Ministero della Salute. Sulla base di tale parere si precisa che: • sono dispositivi medici i prodotti, le apparecchiature e le strumentazioni che rientrano nella definizione di “dispositivo medico” contenuta negli articoli 1, comma 2, dei tre decreti legislativi di settore (decreti legislativi n. 507/92 – n. 46/97 – n. 332/00), e che sono dichiarati conformi, con dichiarazione/certificazione di conformità, in base a dette normative ed ai loro allegati e, perciò, vengono marcati “CE” dal fabbricante in base alle direttive europee di settore; • non esiste un elenco dei dispositivi medici detraibili che si possa consultare. Per agevolare l’attività dei contribuenti volta ad individuare i prodotti che danno diritto alla detrazione, il Ministero della salute ha fornito un elenco non esaustivo dei Dispositivi Medici (MD) e dei Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (IVD), rappresentativo delle categorie di dispositivi medici di uso più comune (allegato alla presente circolare). Dal punto di vista fiscale, fermo restando che la generica dicitura “dispositivo medico” sullo scontrino fiscale non consente la detrazione della relativa spesa ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR, (cfr, risoluzione n. 253 del 2009) si precisa che per i dispositivi medici il contribuente ha diritto alla detrazione qualora: • dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico; • è in grado di comprovare per ciascuna tipologia di prodotto per il quale si chiede la detrazione che la spesa sia stata sostenuta per dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE; per i dispositivi medici compresi nell’elenco, ovviamente, il contribuente non ha necessità di verificare che il dispositivo stesso risulti nella categoria di prodotti che rientrano nella definizione di dispositivi medici detraibili ed è, quindi, sufficiente conservare (per ciascuna tipologia di prodotto) la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura CE.

 

ALLEGATO DISPOSITIVI MEDICI DI USO PIÙ COMUNE 1) Esempi di Dispositivi Medici secondo il decreto legislativo n. 46 del 1997
- Materassi ortopedici e Materassi Antidecubito


Legge 104, iva al 4%


Ai fini della deduzione e della detrazione sono considerati disabili, oltre alle persone che hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica istituita ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 104/92, anche coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell'invalidità civile, di lavoro, di guerra, eccetera. Anche i grandi invalidi di guerra di cui all'articolo 14 del T.U. n. 915 del 1978, e le persone ad essi equiparate, sono considerati portatori di handicap e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari da parte della Commissione medica istituita ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 104/92. In tal caso è sufficiente la documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici. I soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104/92 possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste anche mediante autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore) facendo riferimento a precedenti accertamenti sanitari effettuati da organi abilitati all'accertamento di invalidità. Sia per gli oneri per i quali è riconosciuta la detrazione d'imposta sia per le spese sanitarie deducibili dal reddito complessivo (v. righi 6 e 7 del Quadro riassuntivo delle agevolazioni sulle spese, cap. 5) occorre conservare la documentazione fiscale rilasciata dai percettori delle somme (fatture, ricevute o quietanze) per poi poterla esibire o trasmettere, a richiesta degli uffici finanziari. In particolare:

  • per le protesi, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare anche la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In questo caso, se la fattura, ricevuta o quietanza non è rilasciata direttamente dall'esercente l'arte ausiliaria, il medesimo dovrà attestare sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione. Anche in questa ipotesi, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere, a richiesta degli uffici, un'autocertificazione, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore (da conservare unitamente alle predette fatture, ricevute e quietanze e da esibire o trasmettere a richiesta degli uffici finanziari), per attestare la necessità della protesi per il contribuente o per i familiari a carico, e la causa per la quale è stata acquistata;

 

  • per i sussidi tecnici e informatici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio è volto a facilitare l'autosufficienza e la possibilità di integrazione del soggetto riconosciuto portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104 del 1992.

 

Vi consigliamo comunque di contattare il vostro commercialista di fiducia oppure il centro di assistenza fiscale di zona.

 

Bonus fiscale mobili, detrazione 50%

 

I materassi, le reti e i letti fanno parte dell'incentivo "sblocca italia" per un tetto massimo di €10000, detaribile al 50% in 10 anni. E' stata confermato anche per il 2016, alzando per gli under 35, il tetto di detrazione a 16000 euro.

 

COME SI OTTIENE
La detrazione arredi va abbinata ad un intervento di ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio permessi sono elencati nella circolare n. 29/E del 18 settembre 2013, quindi gli stessi che attualmente usufruiscono di una detrazione fiscale del 50% e che hanno un limite di spesa ammissibile pari a 96.000 euro.

 

 

Bonus mobili per le giovani coppie

o almeno che una delle due non abbia compiuto 35 anni.

Proroghe e conferme per il pacchetto bonus ristrutturazioni e mobili
Lo sconto d’imposta fa parte del “pacchetto” riservato alle detrazioni Irpef previste per il recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis del Tuir), compresi gli interventi per l’adozione di misure antisismiche e la messa in sicurezza statica degli edifici (premiati con la maggiore aliquota del 65%), e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici da destinare agli immobili ristrutturati (articolo 16, comma 2, decreto legge 63/2013).
La circolare odierna, prima di dedicarsi alle giovani coppie, ricorda che la Stabilità 2016 (articolo 1, comma 74) ha prorogato anche per quest’anno la misura maggiorata del “bonus ristrutturazioni”: lo sconto è pari al 50% (anziché l’ordinario 36%) delle spese sostenute, fino all’importo massimo di 96mila euro (anziché i 48mila euro fissati dalla norma a regime).
Confermato inoltre per il 2016 anche il “bonus mobili”, che vale il 50% delle spese sostenute, fino a un tetto di 10mila euro, per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero edilizio agevolati al 50%.

Casa nuova, mobili nuovi
Lasciate alle spalle le agevolazioni “datate”, il documento di prassi entra nel vivo della nuova detrazione a favore delle giovani coppie, che spetta esclusivamente per gli acquisti effettuati nel 2016 e deve essere fruita in dieci quote annuali di pari importo.
Non si tratta di un ampliamento del “bonus mobili” collegato alle ristrutturazioni edilizie, in quanto, oltre alla differente somma di spesa agevolabile, che qui sale a 16mila euro, sono diversi i requisiti di accesso.

Coppie giovani… almeno in parte
Per usufruire dell’agevolazione, è richiesto che una delle due “metà” non abbia superato i 35 anni o arrivi a quell’età nel 2016 (a prescindere dal giorno e dal mese in cui cade il compleanno).
Questi gli altri requisiti, come chiariti dalla circolare:

deve trattarsi di coppie che nel 2016 risultano sposate oppure sono conviventi more uxorio da almeno tre anni, come attestato dall’iscrizione nello stesso stato di famiglia o tramite autocertificazione

la casa può essere acquistata, a titolo oneroso o gratuito, da entrambi i componenti o anche da uno solo di essi, purché sia in possesso del requisito anagrafico

gli anni “buoni” per l’acquisto dell’immobile sono il 2015 e il 2016. Nel secondo caso, la destinazione ad abitazione principale deve avvenire, al massimo, entro il termine di presentazione del modello Unico Pf 2017.


Sì ai mobili, no ai grandi elettrodomestici
La detrazione riguarda esclusivamente i mobili, non anche i grandi elettrodomestici, acquistati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 per arredare l’abitazione principale della giovane coppia, anche nel caso in cui l’acquisto dei mobili preceda il rogito della casa.
Per l’analogia con il “bonus mobili” ordinario, il documento di prassi rimanda alla circolare 29/2013 (illustrativa di quell’altro beneficio) per individuare i beni agevolabili (armadi, divani, sedie, tavoli, letti, comodini, scrivanie, librerie, lampadari, materassi, eccetera), ribadendo che sono esclusi pavimenti, porte, tende e altri complementi di arredo; fuori dal beneficio, inoltre, l’“usato”.

Quanto e a chi, non cumulabile per lo stesso immobile
La detrazione, stabilisce la norma della Stabilità 2016, è pari al 50% della spesa sostenuta su un ammontare complessivo non superiore a 16mila euro, riferito alla coppia.
L’acquisto può essere fatto, indifferentemente, da entrambi i componenti la coppia o da uno dei due, anche se non è intestatario dell’immobile e anche se ha superato i 35 anni.
Lo sconto non è cumulabile con il bonus mobili e grandi elettrodomestici; regola che decade nel caso in cui i due benefici riguardino immobili diversi.

Bonifico non più “parlante”
Detrazione con pagamento tramite bonifico oppure con carte di credito o di debito. No ad assegni e contante.
Il bonifico, si legge nella circolare, non deve necessariamente essere quello predisposto da banche e Poste (ovvero soggetto a ritenuta) come richiesto, invece, per gli interventi di ristrutturazione edilizia; la semplificazione viene estesa, superando le indicazioni fornite con la circolare 29/2013, anche agli acquisti relativi al “bonus mobili” generico.
In caso di pagamento con moneta elettronica, si considera data di pagamento il giorno di utilizzo della carta indicata sulla ricevuta telematica di avvenuta transazione e non la data di addebito sul conto corrente.

 


(fonte: fiscooggi.it)

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